Il logo dell’Italian Internet Day realizzato da Menexa

Il logo dell’Italian Internet Day realizzato da Menexa
 

Sono passati trent’anni da quando è stato stabilito il primo collegamento italiano ad Internet che fu effettuato il 30 aprile 1986 da Pisa quando il Cnuce (il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico) entrò attivamente nel progetto della Arpanet. Quel collegamento internet fu attivato attraverso la rete satellitare atlantica SatNet e la connessione era di soli 28kbs!

Una storia che all’epoca è stata ignorata da tutti, stampa compresa che di quel giorno non pubblicò mai nulla, ma resa possibile solamente dalla caparbietà dei protagonisti: Stefano Trumpy, Luciano Lenzini e Antonio Blasco Bonito che combatterono e vinsero contro il più grande mostro della modernità, la burocrazia.

Menexa ha partecipato attivamente a questi trent’anni con una presenza costante nell’innovazione informatica e nella grafica e per festeggiare degnamente questa ricorrenza ha regalato all’Italian Internet Day sia il sito che il logo.

Questo contributo è stato fatto pro bono perché pensiamo che l’informazione e la conoscenza sia un bene di tutti, ed Internet, come ha detto Rita Levi Montalcini nel 2008 in un’intervista, è stata la più grande invenzione del Novecento.

Internet ha contribuito più di ogni altra cosa a cambiare l’umanità ed il rapporto che le persone hanno tra di loro, facendo fare un enorme passo in avanti rispetto a quello che affermò Galileo Galilei nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo nel 1632.

Ma sopra tutte le invenzioni stupende qual eminenza di mente fu quella di colui che s’immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona benché distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?

Parlare con quelli che sono nell’Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dicimila anni? Con qual facilità?

Con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta.

Questa è stata la nostra guida in tutti questi anni che ci siamo occupati di editoria e oggi vale ancora, anche se i venti caratteruzzi non stanno più sulla carta ma su un display.

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+